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Simone Ferrarini
www.diecicingolatiperalessandria.org
La tua storia va bene per un quadro?
Site specific project per la città di Alessandria,
a cura di Viviana Siviero
con il patrocinio del Comune di Alessandria
in collaborazione con Studio Vigato, galleria d'Are Contemporanea.
L'arte contemporanea altro non è se non una modalità espressiva. Negli ultimi tempi pare si sia esageratamente allontanata dall'uomo, che è il suo naturale pubblico, fruitore ed obiettivo.
L'uomo comune, al quale si rivolge, sembra rifiutarla, a causa dei troppi medium che si moltiplicano creando una conseguente situazione di confusione. Tutto ciò porta ad un’evaporazione di margini e confini che permettono la decodifica dei linguaggi, agendo come vera e propria chiave di lettura. Simone Ferrarini è un pittore di Reggio Emilia, che conosce e vive la realtà alessandrina perché è qui che egli espone, grazie alla storica galleria d’arte contemporanea Studio Vigato, che lo rappresenta. Proprio organizzando la sua ultima personale, attualmente in corso, l’artista ha manifestato la necessità di indagare la realtà locale attraverso i suoi comuni abitatori, in linea con i propri bisogni e la propria poetica, che muove dalla ferma convinzione che l'arte debba pensare meno a se stessa.
Così nasce il progetto DIECI CINGOLATI PER ALESSANDRIA, LA TUA VITA VA BENE PER UN QUADRO?, articolato in differenti “momenti”, studiati per attirare il passante ed invitarlo all’interazione. Il primo step è costituito dalla messa in opera di un gran numero di manifesti che tappezzeranno la città e i negozi. Su ognuno di essi comparirà uno dei dieci cingolati che l’artista ha realizzato per la città di Alessandria, sotto il quale comparirà la scritta-invito che titola il progetto e le istruzioni per partecipare all’interazione. Parallelamente è stato messo ondine un sito internet dove sarà possibile inviare all’artista “la propria storia” vissuta o sentita nel corso della vita. Durante la fiera di San Giorgio, in uno spazio messo a disposizione fra quelli del Comune di Alessandria per l’Arte e la cultura, sarà possibile nei giorni di venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 aprile 2009, incontrare l’artista e raccontare direttamente a lui la propria storia, in uno spazio allestito con opere originali frammiste ai manifesti, e per il quale l’artista ha realizzato un’opera imponente ed inedita, appositamente per l’accoglienza del pubblico. Le dieci storie più interessanti – e con esse anche i protagonisti - diverranno il tema della prossima mostra personale – fra pubblico e privato – che Simone Ferrarini realizzerà nell’aprile del 2010 ad Alessandria.
Il progetto nasce appositamente per creare un avvicinamento fra persone comuni e arte dell’oggi; l’artista infatti non intende spettacolarizzare il proprio fare dinanzi alla folla: il suo non è un tentativo per farsi notare o per musealizzare se stesso, nè tanto meno il proprio pensiero fatto opera, ma piuttosto un desiderio di comunione con altri esseri umani che vivono il suo stesso tempo attraverso un metodo espressivo che è il proprio, la pittura, e che l'uomo detiene nel proprio dna. Per sottolineare come l'arte debba staccarsi dal proprio ruolo di autoreferenzialità al quale sembra essere ultimamente relegata, e che la porterà ad una probabile morte.
La scelta del soggetto è fondamentale: macchine possenti per aspetto e pensiero che rappresentano un epoca e un nugolo di ricordi ben precisi; soggetti scelti come fossero atteggiamenti Il cingolato, in un luogo produttivo dal punto di vista ampiamente agricolo come è quello alessandrino, non vuole affatto essere una dichiarazione di arcaicità elementare, ma piuttosto una sorta di esca visiva ed attrattiva col fine ultimo di suscitare curiosità e domande in chi vive una quotidianità scandita da ritmi ed immagini che sono esattamente e sempre dove immaginiamo che siano. Immagine e testo, che dei mezzi pubblicitari sfruttano solo le metodologie, non sono concordi nè collegati, per generare curiosità nel distratto passante ed attrarre la sua attenzione: un cingolato dipinto, parla al fanciullo che è in ogni essere e riporta alla mente tanto un macchinario possente, quanto un ricordo vissuto nel reale, ma anche l'idea del giocattolo bramato o posseduto. E come il modellino, ne rappresenta un'immagine di cui è possibile appropriarsi. Un invito che sfrutta i mezzi pubblicitari a cui ormai siamo assuefatti, per incuriosire la popolazione ed attirarli sulla domanda a cui l’artista chiede una risposta: LA TUA VITA VA BENE PER UNA MOSTRA?
In sede di fiera, l’artista presenterà pubblicamente il progetto nel corso di un incontro che si terrà nell’area conferenze appositamente realizzata e in cui si avvicenderanno momenti culturali. Tutti coloro che accetteranno la sfida di coinvolgimento, saranno invitati il 18 maggio 2009, al devernissage della mostra “Il mio miglior difetto è la sincerità”, presso le storiche sale di via Ghilini di Studio Vigato, per ricevere una copia a tiratura limitata, formata e numerata, di un’opera-manifesto appositamente realizzato dall’artista. Nella stessa data verranno comunicati i nomi di coloro che sono stati selezionati per divenire protagonisti della mostra futura dell’artista che rappresenterà la conclusione di questo lungo progetto allargato tanto nello spazio che nel tempo.

