Carrea Anselmo

Carrea Anselmo

Una ricerca tra materia, memoria e identità

La produzione di Anselmo Carrea, sviluppata tra gli anni Settanta e Novanta a Novi Ligure, si colloca in un territorio di confine in cui la figurazione non è mai semplice rappresentazione, ma dispositivo critico. Carrea utilizza il volto, il corpo, l’oggetto quotidiano come superfici di attrito: luoghi in cui la realtà viene interrogata, compressa, talvolta deformata, per rivelarne la densità emotiva e simbolica.

La sua pittura nasce da un’urgenza narrativa che non si affida alla descrizione, ma alla trasformazione. Le figure sembrano emergere da una materia inquieta, stratificata, che trattiene il gesto e allo stesso tempo lo contraddice. La superficie pittorica diventa così un campo di tensione: non un luogo neutro, ma un organismo vivo, segnato da abrasioni, velature, ripensamenti. È in questa dialettica tra costruzione e cancellazione che si manifesta la voce più autentica dell’artista.

Il colore, spesso terroso o smorzato, non è mai decorativo: agisce come una forza che modella e destabilizza, che illumina e oscura. Carrea non cerca l’armonia, ma una verità emotiva, una vibrazione interna che attraversa la forma e la mette in discussione. Le sue opere sembrano sospese in un tempo intermedio, né pienamente reale né del tutto immaginario, come se fossero frammenti di memoria che riaffiorano con la forza di un ricordo non risolto.

Anselmo Carrea | "Senza titolo" | 1994 | 52 x 28 cm | Mixed media and paper on wood
Anselmo Carrea | "Senza titolo" | 1976 | 60 x 60 cm | Mixed media on wood
Anselmo Carrea | "Senza titolo" | 1978 | 67 x 72cm | Mixed media on wood and frame

La dimensione locale – Novi Ligure, il paesaggio piemontese, la vita di provincia – non è mai un limite, ma un punto di partenza. Carrea attinge a un immaginario condiviso, quotidiano, per trasformarlo in un linguaggio personale, capace di parlare di identità, appartenenza e fragilità. La sua opera si inserisce così in una linea sotterranea dell’arte italiana del secondo Novecento: quella che privilegia l’introspezione, la materia, la tensione psicologica, più che l’adesione a movimenti o tendenze.

In questo senso, la sua ricerca appare oggi sorprendentemente attuale. La pittura di Carrea non offre risposte, ma apre varchi: invita a sostare nella complessità, a riconoscere la stratificazione dell’esperienza umana, a leggere nella materia pittorica una forma di resistenza e di testimonianza.

Mostre, gallerie e tappe principali

Anni ’70 – Formazione e prime esposizioni
• Inizia a partecipare alle prime collettive organizzate da associazioni culturali novesi e alessandrine.
• Espone in rassegne locali presso spazi come il Centro Culturale di Novi Ligure e sale civiche dedicate agli artisti emergenti del territorio.
• Stabilisce i primi rapporti con gallerie piemontesi sensibili alla nuova figurazione.

Anni ’80 – Consolidamento e riconoscimento
Gli anni Ottanta rappresentano il periodo di maggiore visibilità pubblica.
• Partecipa a mostre collettive presso la Galleria d’Arte Il Triangolo (Alessandria), uno dei punti di riferimento per la scena artistica locale.
• È invitato a esporre alla Galleria Il Punto e alla Galleria La Roggia, spazi attenti alla pittura contemporanea e alla ricerca figurativa.
• Prende parte a rassegne tematiche organizzate dal Comune di Novi Ligure, contribuendo alla definizione dell’identità culturale cittadina.
• Espone in Liguria, in particolare presso la Galleria San Giorgio e in collettive curate da associazioni culturali genovesi.

Anni ’90 – Maturità e approfondimento della ricerca
Negli anni Novanta la sua produzione si fa più essenziale e meditativa.
• Realizza personali presso la Galleria d’Arte Contemporanea di Tortona, dove viene apprezzato per la forza narrativa delle sue figure.
• Partecipa a rassegne dedicate agli artisti del territorio presso il Museo dei Campionissimi (Novi Ligure) e altre istituzioni locali.
• Collabora con circoli culturali e associazioni artistiche che promuovono la pittura del Novecento piemontese.

Eredità
La sua opera rimane un riferimento per la comunità artistica novese, riconosciuta per la capacità di coniugare introspezione, materia e memoria collettiva. Le sue mostre, spesso radicate nel territorio, hanno contribuito a costruire un dialogo costante tra arte e comunità, lasciando una traccia significativa nella storia culturale locale.

Anselmo Carrea | "Senza titolo" | 1998 | 32 x 47 cm | Mixed media on wood
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