Garelli Franco

Dopo alcune esperienze accostabili al secondo Futurismo torinese, dal dopoguerra si dedica ad una produzione scultorea in cui si avvale di una scomposizione formale dapprima di matrice neocubista e picassiana,  successivamente orientata in senso astratto-informale per effetto della frequentazione nei forni di Albissola con Lucio Fontana, Agenore Fabbri e alcuni esponenti del gruppo CO.BR.A. E’ il periodo in cui realizza le prime ceramiche dalle forme alterate per effetto di materiche scomposizioni e sovrapposizioni.

Negli anni ’50 realizza delle sculture in cui aggrega oggetti e materiali vari provenienti dal quotidiano, fondendoli successivamente in bronzo.

Segue la fase in cui inizia a comporre delle forme saldando tra loro rottami industriali di ferro “creando una tipologia di figura in cui l’alternanza al suo interno tra ferro e spazio, tra pieni e vuoti, sembra dar vita a “emblemi” di un’umanità dolente e scarnificata’.

Risale al 1955 la prima esposizione di opere in ferro saldato, in cui la ricerca fondamentale è sempre incentrata sull’immagine dell’uomo. Artista ormai noto e affermato, in questi anni viene invitato a grandi manifestaizoni artistiche in Italia e all’estero, a Milano, Roma, Parigi, Tokyo, New York. Di questi anni è l’inizio dell’amicizia col critico francese Michel Tapiè, attento testimone del suo sviluppo artistico e della sua ricerca plastica, e grazie al quale Garelli comincia un fruttuoso rapporto di scambio con gli artisti del gruppo Gutai.

Garelli Franco | "Il don" | 1956 | h 40cm | Ottone
Garelli Franco | "Quadro di ferro" | 1962 | 60 x 100 x 12 cm | Ferro e olio
Garelli Franco | "Quadro di ferro" | 1962 | 40 x 33 x 12 cm | Ferro e olio
Garelli Franco | "Sindone" | 1957 | 90 x 80 cm | tecnica mista su tela

All’inizio degli anni ’60 esplora la possibilità di torsione delle forme che ora sono più solide e compatte.

Nel 1962 e nel 1966 è invitato con una sala personale alla Biennale Internazionale di Venezia e in occasione della seconda partecipazione presenta grandi fogli di lamiera colorati con vernici industriali, sovrapposti e avvolti su se stessi. Fogli che nell’ultimissima parte della sua ricerca ceramica divengono più piccoli, esili e sottili come foglioni vegetali.

Opere che lo confermano come uno degli autori più interessanti e coerenti della scultura italiana del novecento.

Principali esposizioni:

1949: Galleria del Naviglio, Milano;

Galleria La Bussola, Torino;

Galleria del Cavallino, Venezia;

1951: Galleria La Bussola, Torino;

1952: Galleria del Naviglio, Milano;

1956: Galleria La Bussola, Torino;

Galleria del Naviglio, Milano;

Galleria Rive Droite, Parigi;

Quadriennale d’Arte, Roma

1958: Galleria Blu, Milano;

Galerie Stadler, Parigi;

Galleria La Bussola, Torino;

1959: Galleria Blu, Milano;

Guendai Gallery, Tokyo;

Yamada Gallery, Kyoto;

Takashimaya D.S., Osaka;

Quadriennale d’Arte, Roma; 

1961: Parma Gallery, New York;

1962: XXXI Biennale internazionale d’Arte,Venezia;

1964: Galleria Blu, Milano;

Galleria Arte Nuova, Milano;

1966: XXXII Biennale internaziona d’Arte,Venezia (sala personale);

1967: Galeria Antie, Lima;

Parma Gallery, New York;

Geisy Gallery, Mexico;

1968: Martha Jackson Gallery, New York;

1969: 5° Biennale d’Arte del Metallo, Gubbio (antologica);

XIX Biennale Internazionale d’Arte Premio del Fiorino, Palazzo Strozzi,Firenze (sala personale);

1970: Kunstmuseum, Monaco di Baviera;

Garelli Franco | "In piedi" | 1956 | h 80cm | Ferro
Garelli Franco | "Uomo con cavallo" | anni '50 | 200 x 150 cm | Mixed mae
Menu